I
COLORI DELLA LUCE
CATALOGO DELLA MOSTRA ANTOLOGICA COMPRENDENTE LE SEI FASI DELLA VITA ARTISTICA DI SOLARI: DALLA FORMAZIONE ALLA SINTESI DI LUCE ATTRAVERSO I QUATTRO ELEMENTI DI TERRA, ACQUA, FUOCO E ARIA. |
La «Tavola dello Smeraldo» ovvero A
prima vista per chi non conosce bene Ernesto Solari sembra difficile intravvedere sotto
quellaria di professorino impegnato, con quei baffetti che compaiono e
scompaiono e con quel civettuolo cappello alla Geiar, liniziatico cultore del mondo
cabalistico e misteriosofico, che pervade ormai da tempo la sua complessa ricerca
artistica e filosofica. Eppure tutto il più recente discorso pittorico di Ernesto, così
mosso e dinamico, rimane profondamente permeato, addirittura a livello
inconscio, partendo fin dai primi segni infantili, da una sorta di
predestinazione metapsichica, che contraddistingue intimamente e occultamente, ogni fase
del suo lavoro creativo. Ho usato appositamente il termine lavoro,
perché Solari non disgiunge mai la sua originale interpretazione personale di alcuni
testi canonici dellEsoterismo magico e psicanalitico (in particolare di Carl Gustav
Jung) da una complementare ed infaticabile attività di promozione di idee ed
opere personali, sempre effettuata con una efficiente conduzione di stile
manageriale. Io, che ho lavorato con lui nellallestimento della mostra su il
Dossi e gli amici Scapigliati nel 1985, posso davvero testimoniare le invidiabili
capacità organizzative del Solari operatore culturale il quale, mentre incontra Sponsor
ed Assessori vari, trova anche il tempo per studiare i Grandi Numeri dellAlchimia
Rinascimentale e dare poi, chiuso nel suo studiolo, concretezza rappresentativa ai suoi
simbolici ideogrammi. Daltronde questa doppia identità di artista-manager risulta
un po la caratteristica eminente di questo personaggio, che ha saputo organizzare
happening di successo come quello su Leonardo, dal titolo Creatività e
didattica nel 1984 oppure mostre che hanno ottenuto un grosso riscontro di pubblico
come quella dedicata lanno scorso al duo Ligabue-Mazzacurati. Ed infine, nel segno
di un perenne attivismo, meritano di essere segnalate anche certe erasmiane performances
didattiche che hanno visto coinvolte, nellintento di una auspicata
interdisciplinarietà, le diverse componenti del pianeta scolastico, in cui lui
felicemente opera. Ma torniamo allaltra immagine del Doppio e cioè al
caleidoscopico tentativo del Solari di incasellare armonicamente la sua storia di artista
suddivisa in tre fasi essenziali di sviluppo, che supera così lingenua prosopopea
autobiografica di Tra realtà e fantasia. Decisiva e indispensabile come una
bussola diventa quindi la lettura della Tavola dello Smeraldo, che riflette
emblematicamente, come in un trattato di Eraclito, la vita dei quattro elementi cosmici e
cioè rispettivamente la Terra, lAcqua, il Fuoco e lAria. E ci stupisce che
limpatto di Ernesto con una città tradizionalmente fredda come Como
abbia coinciso proprio con il suo periodo del Fuoco e cioè con quello della
rivoluzione radicale, che dà origine al mito dello sdoppiamento magico.
Infatti proprio nella nostra città, dopo gli sperimentali frammenti del Museo
Civico, Solari ha messo a punto gli strumenti filologici e cabalistici per proporre delle
inedite e provocatorie interpretazioni dei capolavori rinascimentali di Dùrer, Raffaello
e soprattutto Leonardo. Attraverso gli Archetipi dei Misteriosi segni arcani
la Gioconda diventa così la Sfinge, che schiude i segreti del Cenacolo e
cioè della Nuova Alleanza, mentre la Melencolia I di Dùrer si trasforma
nellanagramma psichico di Con le mie ali, fra i fantasmi del profeta biblico
Enoch e la Grande Piramide di
Surrid. Con tutte queste intricate rivisitazioni esegetiche,
di carattere anche astro-zodiacale termina così la fase cosiddetta propedeutica di
approfondimento e analisi conclusa riassuntivamente lanno scorso nella
Personale allestita presso la galleria LArco di Como. Dai
bilanci di un itinerario avventuroso ed apparentemente contradditorio nasce così
lesigenza finale di una Sintesi Summa, che esalta la conquista di nuovi e terminali
(?) valori etico-estetici, racchiusi nella simbiosi esistenziale del
colore-luce, una sorta di panpsichismo luminoso che avvolge anche la galassia
dei nostri pensieri. Ma la Sfinge-Solari non ha di certo concluso per ora il suo
costruttivo viaggio nelle nebulose fantastiche e forse, leggendo queste brevi note
sorriderà, con o senza baffi, di noi, poveri alchimisti della parola.
DAL SODALIZIO CON ARTURO DELLA TORRE (INIZIATO NEL 1984/85) SONO NATE DIVERSE IDEE ED INIZIATIVE ESPOSITIVE DI SUCCESSO: "MANZONI, IL DOSSI E GLI SCAPIGLIATI"; "COMASCO CHI SEI?" ; "IL CIELO IN MANO"; "I LUOGHI DELL'ARTUSI" E "LA SETTIMANA GASTRONOMICA ARTUSIANA COMASCA" (presso il Ristorante Giardino di via Montegrappa quando era gestito dall'esperto e bravissimo Chef Severino Azzan). |
DA UNA RECENSIONE CRITICA di Antonio Gasbarrini (il Messaggero)Il suo
approdo poetico ad una Visione mistico-esoterica avviene attraverso un ricco
e poliedrico percorso di lavoro condotto sul versante della ricerca simbolica
problematicizzante. Da una fase di studio iniziale che Io
ha portato a ripercorrere le esperienze più significative dellarte classica ed
avanguardistica - è giunto
poi a maturare la rilettura simbolico-psicologica di una pittura anacronistica e
citazionista legata allo studio ed al recupero dei grandi artisti o personaggi emblematici
del Medioevo e del Rinascimento vicini alla cultura neoplatonica. Spinto dalla convinzione
inconscia di poter ritrovare - attra~~erso un processo di lettura e reinterpretazione
dellopera di grandi figure esoteriche quali Leonardo, Durer o Federico Il (tanto per
citare alcuni tra gli esempi più eclatanti) - la
chiave arcana celata sotto la superficie pittorica o culturale della loro opera, è
pervenuto al ritrovamento di alcune Verità celate.
I suoi approfonditi studi kabalistici lo hanno poi
portato ad effettuare una sorta di materializzazione estetica di varie intuizioni
personali sfociate in vere e proprie performance espositive quali Melencolia di A. Durer
(Milano, 1985), Leonardo ed i Tarocchi
(Como,1990), Federico 11:Lo sguardo delLAquila (Brisighella, LAquila e Foggia,
94-95).
Dal 1985 Solari tende ad esprimere queste sue ricerche
mistico-esoteriche anche attraverso una rielaborazione tecnica della pittura e della
grafica partita dallimpreziosimento cromatico di materiali poveri quali carte e
stracci, ottenendo cosi un effetto materico e tridimensionale di superfici che
troveranno nel drappeggio, nel gioco dei pieni e dei vuoti delle pieghe e nellala
piumata della Melencolìa dùreriana, una sorta di materializzazione arcana e filosofale. Questa ricerca ha spinto lautore, nel 1939, ad una
sintesi espressiva cromatico-concettuale simboleggiata dal punto luce.
Questa sua predilezione non può ricondurre la poetica
solariana allinterno del solco divisionista, quanto ad una concezione visionaria ed
esoterica della vita razionale sorretta dalle trasmuta:ioni visive elaborate
da un puntinista-alchemico. Il punto, di conseguenza, costituisce la sintesi
reale e concreta di una sola centralità: quella dellAleph o punto di incontro di
tutti gli opposti e contrari, topos regale della Verità rivelata, fine
principale da perseguire per ogni mistico-visionario. La vitale luminosità emanata dal
punto-luce relativamente alla diversa intensità delle onde elettromagnetiche rilevabile
durante il giorno, crea suggestioni cromatiche tali da coinvolgere psicologicamente il
fruitore
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....opere daI
1960 al 1968
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...opere daI
1968 al 1975
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......Ma
Solari non è solo questo: è un pittore che sa dar vita e forma con pochi tratti, ad un
volto, sa realizzare con scultorea plasticità le figure, servendosi anche di effetti
luminosi. La luce, infatti, gioca un ruolo determinante nei quadri, in quanto addolcisce
le forme, ne accentua la intensità e le carica di suggestione surreale.
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......
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.....
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...opere dal
1975 al 1978
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....
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Spontaneità ed
istinto conducono la mano del pittore di Forlimpopoli, che scrive col pennello e con la
china, di maschere chiamate a recitare sul palcoscenico della vita quotidiana.
Romeo
Forni (1975: da lAvanti)
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....opere dal 1978 al 1984 SALA D3:
IL FUOCO: Rapporto con larcano e
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....Ci
sembrano molto interessanti alcuni disegni e quadri. Lontano dalle fumisterie verbali,
questa ci sembra, è pittura interessante articolata in ritmi che tendono ad un linguaggio
astratto in un gioco elegante di geometria organica.
Ubaldo Serbo (1979:da la Provincia/Como) |
....
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OMAGGIO AD
ALBRECHT DURER E A RAFFAELLO... NELLARTE DI ERNESTO SOLARI
Ogni artista
presto o tardi sente quellimpulso irresistibile che lo porta a rivisitare
larte del passato. E vi si avventura spesso tra i problemi di carattere estetico,
cromatico, compositivo...
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............opere dal
1984 al 1987
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...
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La ricerca di Ernesto Solari, giovane artista forlivese operante a Como, su un maestro ermetico come Albrech Durer - una ricerca che affonda le sue curiosità nei presupposti esoterici del grande tedesco- trova un esito pittorico di certo rilievo nella mostra presentata in questi giorni presso "La Nuova Sfera" di via San Marco. E, mentre si distende l'illustrazione delle "scoperte" storico-artistiche fatte"dentro" Durer, ecco che si rivela anche l'evoluzione pittorica di Solari. Il bisogno di una sempre nuova modalità espressiva rende l'artista inquieto e lo porta a saggiare nuovi campi e nuovi materiali. L'olio quindi perde l'esclusività per concedere spazio a "carte e stracci" che, oltre a movimentare l'insieme pittorico, attribuiscono ulteriore profondità alle composizioni. Questa materia, che diventa elemento centrale del dipinto, sembra a volte contrapporsi, altre volte confondersi con le immagini ora geometriche, ora figurative, ora di semplice richiamo, che intendono costituire il tema del quadro. Si instaura un gioco di rapporti che assume significati che vanno oltre l'immediato, riprendendo certe convinzioni filosofiche o pseudofilosofiche del rinascimento europeo, e che, dal punto di vista artistico, attribuisce- anche con un calibrato uso dei colori- vivacità alla narrazione. Il massimo di espressività (oltre che nelle "variazioni" sul "Gesù tra i dottori" di Durer, già presente nel 1983 a Como) mi pare raggiunto da "Con le mie ali", il dipinto che riassume quella che, secondo Solari, è la chiave di lettura dell'opera dureriana. Il riferimento a "Melencolia I", l'opera più enigmatica di Durer, e la corrispondenza anagrammatica dei titoli ("con le mie ali" è l'anagramma di Melencolia I") scompongono e ricompongono in Solari il bisogno del Tedesco di "volare", un bisogno che si materializza in quelle ali che, fatte materia, diventano tutt'uno con la cornice e con il quadro e si librano verso il fruitore e verso l'alto.LUIGI CAVADINI (Avvenire- sabato 16 marzo 1985) |
.....opere dal 1987 al 2002 SALA FSINTESI DI LUCE E COLORE
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SOLARI ALCHIMISTA E VISIONARIO .SINTESI DI UN TRENTENNIOCerca di trasmettere una visione ambivalente
dello spazio (mondo/cosmo) creando spazi frattali, dimensioni infinite, facendo diventare
il suo lavoro una sorta di supporto per il pensiero, un aiuto alla conoscenza (interiore)
di se stessi, dove possa fluire ciò che è perpetuo e il rumore di quella fonte MISTICA
cui attinge.
Solari non ama pensare che al mondo esistono
certezze indiscutibili, tutto è ancora da dimostrare, conquistare, tutto è così
precario e poche sono le certezze.
Egli si muove con circospezione in un
territorio ambiguo, dove la pittura e ogni forma di creazione (sperimentale) rischiano
continuamente di contaminarsi con altre manifestazioni del pensiero e/o della vita
quotidiana. E un mondo complesso il suo che si riflette in quella sorta di
laboratorio che egli definisce Antro
di Visionario e
che può essere spiegato soltanto attraverso le sue opere, la sua filosofia o il suo
pensiero che mira, attraverso linee-forza, pieni o vuoti, punti luce materici, a far
combaciare gli opposti o complementari.
Solari è artista dallo spirito eclettico e
testimonia fin dora la tensione verso una cultura di confine, dove la sostanza
dellopera non si manifesta tanto nellopera stessa quanto nello scarto tra
differenti espressioni.
In poche parole, a Solari non interessano i due
momenti isolati della creazione, ma piuttosto il processo che, per esempio, porta la
ricerca esoterica (o kabalistica) a diventare parente della pittura (la tesi di Solari su
Leonardo del 90 cercava di sottolineare la necessità di osservare unitariamente le varie
forme espressive e di ricerca di Leonardo.. altri esempi di particolare interesse sono le
performance espositive su Durer, su Federico Il di Svevia e recentemente su Leopardi
).
Per capire i significati nascosti dei suoi
dipinti è necessario prendere confidenza con questo atteggiamento.
La particolare e complessa tecnica puntinista,
da lui utilizzata, costituisce una sorta di reticolo o filtro (setaccio) in cui quasi per
caso avviene una separazione tra ciò che rimane imprigionato allinterno e ciò che
passa oltre.
Tra le luci
destinate a trasformarsi in ombre scontrandosi con le forme materiche (carte e stracci) e
quelle che riescono a filtrare aldilà dello sbarramento, in un processo (imprevedibile o
razionalmente prevedibile ?) dove e esemplificato il momento traumatico del rito di passaggio.
Si tratta di unarte, quella di Solari, che equivale ed un
tentativo di spiare la fase centrale del processo del divenire. Solari spinge la sua
operatività verso la quinta dimensione, che sfugge alle forme delloggetto e
del tempo, e a una dimensione immateriale, definita non tanto dai pieni quanto dai
vuoti
.(spirito, pensiero, parole
).
Solari è quindi artista anomalo, che
va contro-corrente: egli non ricerca lispirazione trasmessa dal reale al proprio io
ma cerca, nel processo e nel percorso, quelle emozioni e quelle cariche creative che
possono spingerlo verso luci e bagliori di verità, nascoste nel tema della ricerca.
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Ernesto
Solari nei suoi ultimi elaborati sa sprigionare uno splendore arcano di antica sapienza.
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...La capillare, organica mostra di pittura, grafica ed installazioni dell'artista comasco Ernesto Solari "Lo sguardo dell'aquila" interamente dedicata alla straordinaria , calamitante figura di Federico II, è uno di quegli avvenimenti culturali che contano. Per la metodologia inusitata di un'arte iconica inseparabile dal suo substrato storico (immagini reinterpretate nel loro contesto originario e riattualizzate sotto l'unificante segno di una persistente modernità); e, soprattutto, per un'efficace sintesi fabulatoria capace di far riemergere, dalla notte dei tempi, la forza simbolica di alcuni archetipi federiciani (l'aquila o la pitagorica architettura ottagonale di Castel del Monte).Sembra così di assistere ad un avvolgente concerto wagneriano, in cui l'apoteosi eroica di un enigmatico quanto illuminato Federico II emerge non tanto dal virtuosistico assolo di un singolo strumento (opera), ma dalla fitta trama di segni e simboli sapientemente intersecati ( i 22 Arcani Maggiori delle carte dei Tarocchi, la riproposizione iconografica dell'Albero della Vita di Otranto, la musicale geometria ottagonale di Castel del Monte, ecc..)La possibilità offerta al fruitore di una totale immersione nel passato (all'un tempo reale ed immaginifica) al fine di riappropriarsi di tutta la salubre energia cognitiva emanata dall'integrità simbolica presente nelle opere di Ernesto Solari, è una via maestra da battere per una definitiva pacificazione tra arte e scienza, poesia e ragione. "Gli auspici dei nostri emblemi trionfatori" (l'aquila ed il suo lungimirante, rapace sguardo captato da un segno rammemorante o irraggiato da un cromatismo riverberante) hanno trovato, forse, il compimento avveniristico della loro forma, dopo oltre sette secoli: eppure sembra ieri, tanto moderna e attuale è questa visionaria reincarnazione.ANTONIO GASBARRINI (il Messaggero :17.11.1994) |
..Nell'ambito della manifestazione "Como Città dei Balocchi" 1998, Ernesto Solari, artista e studioso di temi mistico-esoterici, riprende il discorso sul Faust con una mostra che si propone di indagare gli aspetti più interessanti dell'opera lirica per renderla comprensibile soprattutto a un pubblico giovane. Due i filoni che Solari segue in questa proposta: il gioco e il mistero. Attraverso di essi si vogliono mettere in luce alcuni aspetti della cultura ottocentesca, dal Romanticismo alla Scapigliatura, cultura che affida spesso ad elementi simbolici il compito di raccontare quello che, per un motivo o per l'altro, non è possibile esprimere a chiare lettere. Attraverso disegni e illustrazioni il rapporto tra gioco e mistero si rende chiaro, puntando ad evidenziare quelle che sono le manifestazioni, spesso camuffate e allegoriche, dell'eterna battaglia che si combatte nella profondità dell'animo umano. Nel gioco della vita si contrappongono così il bene e il male, l'angelo e il diavolo, il sacro e il profano e così via. Due maniere diverse e opposte di interpretare il senso dell'esistenza e quindi di definire i percorsi lungo i quali condurre la propria vita. Tutto in apparenza semplice, ma complicato ormai per natura nella mente dell'uomo, che si trova spesso a confrontarsi contemporaneamente con la fede, la scienza, la magia e altre" esperienze" che ne segnano e a volte ne condizionano (nel bene e nel male) le scelte. L'intento della mostra è di rendere semplici concetti che non sono tali e di darne una fruibilità il più possibile ampia, accessibile agli adulti ma anche ai bambini. Per una maggiore comprensione essa è documentata e spiegata in un catalogo edito da "Diakronia" di Vigevano e proposta ai più piccoli attraverso un gioco costruito da Solari avente per titolo "I due Principi del Bene e del Male". |
Quasi vi fosse una
frattura, per la quale la costante tentazione mimetica sia messa in grado di manifestare
per antinomie il proprio congegno interno, complessivamente queste opere tendono a esporre
una struttura simbolica quasi per uso contrastante del processo tecnico.
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L'infinito"
di Giacomo Leopardi è una delle liriche più stimolanti della letteratura italiana
dell'Ottocento. La ricorrenza del duecentesimo della
nascita del poeta è stata l'occasione che ha portato Ernesto Solari a proporre
- con un riferimento
esplicito - all'infinito - una mostra che
innesta la sua ricerca pittorica sulle stimolazioni
derivate dalla lettura delle sue opere.
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